venerdì 27 gennaio 2012

impianto d'allarme

Come progettare un impianto d'allarme

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Per ottenere un impianto di allarme perfettamente funzionante ed efficace nei confronti del compito a lui assegnato, occorre progettare l’impianto innanzitutto “al tavolo”, prima di procedere con le altre fasi operative descritte in questo manuale. In particolare, è essenziale valutare il numero e la tipologia dei rivelatori da utilizzare, e la posizione in cui collocare ciascuno, in base alla propria azione specifica. Per ottenere una progettazione adeguata si consiglia di disegnare una pianta dell’edificio in cui installare il sistema dall’allarme e di indicare su questa il nome e la posizione di ogni dispositivo previsto nell’impianto. Questa pianta risulterà utile e determinante anche durante la fase di configurazione dell’impianto, ad esempio, quando occorrerà memorizzare il nome dei vari dispositivi.
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1 - Come suddividere nell’abitazione, le zone da proteggere
La centrale può essere programmata per controllare l’intera area abitativa interessata oppure delle porzioni di questa area. Per questo motivo, è importante suddividere inizialmente l’intera area coperta dall’impianto in tre “zone di intervento” (zona A - B - C), assegnando quindi l’appartenenza di ogni singolo ambiente ad una delle 3 zone, secondo una logica appropriata e funzionale.
Per gli edifici singoli, una prima logica di suddivisione è quella detta a “cerchi concentrici” (vedere fig. 1). Utilizzando questa logica si può assegnare, ad esempio: i rivelatori posti all’esterno dell'edificio = zona A; i rivelatori perimetrali
(su porte e finestre) = zona B; i rivelatori posti all’interno dell'edificio = zona C.
tentativo di effrazione di porte o finestre (nella zona B), o di effettuare le chiamateQuesta suddivisione consente, ad esempio, di dissuadere con i messaggi vocali emessi dalle sirene (nella zona A), eventuali tentativi di intrusione ancora prima che questi abbiano inizio, o di far innescare l’allarme delle sirene al primo alle forze dell’ordine solo quando i rivelatori interni (nella zona C) segnalano l’avvenuta intrusione.
Un’altra logica per suddividere l’area da proteggere è quella detta “a blocchi omogenei” (vedere fig. 2). Utilizzando questa logica si può assegnare, ad esempio i locali del piano terra alla zona A, i locali al primo piano alla zona B e il
garage alla zona C. Questa suddivisione consente, ad esempio, di poter attivare l’allarme nel garage (nella zona C) e di poter svolgere contemporaneamente le normali attività nel resto dell’abitazione.
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2 - Dove posizionare i componenti dell’impianto di allarme
Per decidere la posizione dei vari componenti dell’impianto si consiglia di verificare le seguenti condizioni:
• Centrale
- Le centrali funzionano trasmettendo e ricevendo segnali radio di debole potenza (nei limiti previsti dalle normative), pertanto devono essere installate in zone che consentano una buona propagazione dei segnali. Quindi occorre evitate le nicchie, gli armadi metallici, le colonne e le pareti di cemento armato; inoltre, vicino alla centrale, non devono esserci superfici metalliche estese e griglie metalliche, comprese quelle annegate all’interno dei muri.
- È opportuno che la centrale sia posizionata al centro, rispetto agli altri dispositivi (vedere anche il paragrafo 2.1 “La trasmissione radio all’interno degli edifici”).
- La qualità del segnale ricevuto è verificabile sul display della centrale e, in caso di dubbi, si consiglia di effettuare la verifica prima di fissare la centrale alla parete. Con apparecchi radio, lo spostamento anche di poche decine di centimetri può comportare miglioramenti significativi nella ricetrasmissione dei segnali.
- Le centrali sono dotate di una tastiera che permette le programmazioni in fase di installazione e l’utilizzo quotidiano di alcune funzioni come, ad esempio, l’inserimento e il disinserimento dell’allarme. Se si desidera utilizzare queste funzioni, occorre posizionare la centrale in un luogo accessibile, normalmente vicino alla porta d’ingresso principale.
- Se si desidera utilizzare il collegamento alla rete telefonica fissa, verificare che sia possibile il relativo allacciamento.
- Le centrali con alimentazione da rete devono essere posizionate dove è possibile effettuare il relativo collegamento elettrico.
• Tastiere

Se per esigenze estetiche oppure di collegamenti elettrici la centrale deve essere posizionata lontano dalla porta d’ingresso principale, è opportuno installare nelle vicinanze una tastiera.
Se nell’abitazione sono presenti altri ingressi, si consiglia di installare una tastiera ad ogni ingresso. Le tastiere possono essere fissate a parete oppure trasportate all’occorrenza come un comune trasmettitore.
• Sirene
Nel caso di abitazioni isolate, è fortemente consigliata l’installazione di almeno una sirena da esterno. Va posizionata possibilmente bene in vista (già la sua presenza svolge un’azione deterrente) ma in un luogo difficilmente accessibile
dai malintenzionati. Pur essendo le sirene adeguatamente protette per l’ambiente esterno, è preferibile installarle in zone riparate dalla pioggia diretta; il luogo ideale è sotto la sporgenza di un tetto oppure di un terrazzo.
La centrale contiene una propria sirena, ma in abitazioni di grandi dimensioni o di più piani, si consiglia di aggiungere una o più sirene da interno, da posizionare nelle stanze principali.
Nei piccoli appartamenti o in aree a forte densità abitativa, potrebbe non essere gradita una sirena esterna; in questo caso, per potenziare l’effetto deterrente, è possibile utilizzare una o più sirene da interno.
• Sensori
Scelta fondamentale è il tipo di sensore da utilizzare e la sua posizione d’installazione: un tipo di sensore errato o posizionato in un luogo inadatto, potrebbe non rilevare un’intrusione oppure produrre segnalazioni di allarme improprie.
Ogni tipo di sensore ha principi di funzionamento diversi:
Sensore porta: è un rivelatore anti intrusione adatto alla protezione di porte o finestre che segnala l’apertura degli stessi a seguito dell’allontanamento del magnete dal corpo del sensore. Normalmente, il rivelatore va fissato nella parte fissa dell’infisso, dal lato opposto delle cerniere; mentre il magnete va fissato nella parte mobile. Per aumentare la protezione, è possibile collegare a un morsetto un secondo sensore con contatto NC oppure del tipo ad impulsi (rivelatore a fune per avvolgibili).
Dispone di un ingresso NO utilizzabile, ad esempio, per collegare il sensore di allagamento.
Sensore con lente a tenda verticale: è un rivelatore anti intrusione adatto alla protezione di porte o finestre; grazie alla sua lente a tenda segnala il movimento di persone presenti solo nella stretta banda frontale al sensore (fig. 4).
L’installazione possibile è a “soffitto”, in alto al centro di una porta o finestra (normalmente, tra la finestra e la tapparella/persiana) e in zona protetta da intemperie.
Il sensore dispone di un morsetto per collegare un secondo sensore, con contatto NC oppure del tipo ad impulsi (rivelatore a fune per avvolgibili). Ciò permette di aumentare la protezione, ottimizzando la copertura dell’area da proteggere.
Sensore volumetrico: è un rivelatore anti intrusione adatto alla protezione di ambienti; segnala il movimento di persone presenti nell’area protetta. L’installazione possibile è a parete, ad angolo con apposito adattatore e anche con la possibilità di inclinazione diversa mediante supporto snodabile (accessorio non in dotazione).
Il suo funzionamento si basa sulla rilevazione del movimento di corpi che emettono calore; per questo motivo e per evitare segnalazioni di allarmi impropri, si consiglia di non installare il sensore in punti soggetti a correnti d’aria calda o fredda. Se, il sensore è attivo e il luogo d’installazione è frequentato da animali (a sangue caldo), occorre decidere una posizione e un’inclinazione adatta perchè il lobo dell’area sensibile resti a 50-70 cm dal pavimento (fig. 5); eventualmente ridurre la sensibilità del sensore.
Il sensore dispone di un morsetto per collegare un secondo sensore, con contatto NC oppure del tipo ad impulsi (rivelatore a fune per avvolgibili). Ciò permette di aumentare la protezione, ottimizzando la copertura dell’area da proteggere.
Sensori volumetrici per ambienti di grandi dimensioni: i normali sensori volumetrici hanno una area sensibile in grado di coprire una superficie più che sufficiente per le dimensioni dei comuni vani abitativi. Per vani di grandi dimensioni sono disponibili specifici sensori in grado di coprire superfici fino a 12 m con 120° di apertura. Questo tipo di sensore dispone di una regolazione di sensibilità utile per tarare con precisione le dimensioni dell'area protetta.
Sensori a doppia tecnologia: sono rivelatori anti intrusione adatti alla protezione di ambienti; utilizzano 2 differenti tecnologie (infrarossi e microonde) per rivelare il movimento di persone presenti nell’area protetta. La tecnologia ad infrarossi percepisce il calore emesso dai corpi, la tecnologia a microonde (effetto Doppler) percepisce il movimento di oggetti (anche quelli freddi).
L'insieme delle 2 tecnologie consente di ottenere il massimo della efficacia ed il minimo dei rischi di allarmi impropri.
Sensori per esterno: normalmente i sensori sono realizzati per uso in ambienti interni protetti. Funzionano correttamente in una gamma di temperatura relativamente ristretta e non sono completamente protetti contro la pioggia. Sono disponibili specifici sensori adatti per uso esterno con gamma di temperatura che si estende fino a -25 e +50°C e completamente protetti contro le intemperie. Tutti questi sensori dispongono di regolazione di sensibilità utile per tarare con precisione le dimensioni dell'area protetta ed evitare allarmi impropri causati, ad esempio, da normali oggetti in movimento (fronde degli alberi) da piccoli animali, insetti...
Sensore rottura vetri: è un sensore che rileva la rottura di vetri (vetri normali, vetrocamera). Il rivelatore è dotato di un microfono appositamente tarato per riconoscere il particolare rumore emesso dal vetro quando si rompe; quindi fare attenzione perché il sensore potrebbe rilevare anche eventi che producono un rumore molto simile a quello di un vetro che si rompe (ad esempio un bicchiere che cade a terra e si rompe). È consigliata l’attivazione del sensore soltanto se nella zona in cui è installato non ci sono persone che possono produrre suoni tali da generare allarme.
Anche apparecchi capaci di generare repentini aumenti di pressione interna ai locali (condizionatori, ventilatori) possono generare allarmi improprii.
I materiali fonoassorbenti (ad esempio, tendaggi e moquette) possono causare una diminuzione della sensibilità dell’apparecchio.
La taratura del dispositivo è ottimizzata in fabbrica e non può essere modificata.
Per ottenere la migliore rivelazione, il dispositivo deve essere installato in stanze tra 20 e 30 m2, ad una distanza da 3 a 6 m dal vetro da controllare e a circa 2 m di altezza.
È sconsigliata l’installazione in ambienti di dimensioni inferiori a 10 m2, in ambienti eccessivamente umidi (bagni o cucine) e nei garage dove vi siano grandi portoni metallici. Queste situazioni possono risultare critiche e produrre allarmi impropri.
Sensore polveri sottili: è un rivelatore di polveri sottili da combustione (effetto nebbia o fumo) destinato all’impiego residenziale. Attraverso un fotodiodo rileva l’opacità dell’aria segnalando l’allarme sia direttamente sul posto (tramite buzzer) sia trasmettendolo via radio alla centrale. È un sensore in grado di rilevare l’evento su una superficie di massimo 6 x 6 m; va posizionato a soffitto e al centro dell’area. I locali più piccoli ma non quadrati, come ad esempio i corridoi,
richiedono l’utilizzo di più rivelatori.
Sensore allagamenti: è un sensore che rivela situazioni di allagamento provocato da perdite d’acqua. Deve essere fissato a parete, perfettamente appoggiato a terra (il sensore interno risulta sollevato da terra di circa 1 mm) e posizionato nella zona dove è più probabile che si verifichi una perdita d’acqua; ad esempio, accanto al lavandino o alla lavatrice.
Se il pavimento non è piano, il sensore va messo nel punto più basso della stanza. Il sensore va collegato all'ingresso NO di uno dei rivelatori compatibili (ad esempio HSDID11).
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Trasmettitore 4 canali per Antifurto Wireless Nice HSTX4


Trasmettitore 4 canali bidirezionale 433 MHz, rolling Code per antifurto wireless.

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Rivelatore porte/finestre per Antifurto Wireless Nice HSDID11


Rivelatore con contatto magnetico via radio Dual Band; Segnalatore di apertura porte e finestre per antifurto wireless.

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Rivelatore ad infrarossi con lente volumetrica via radio Dual Band per antifurto wireless; segnala eventuali movimenti nell'area protetta, fino a 10 m per 90°.

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Prezzo per Unità:
€175.45

Rivelatore di movimenti per Antifurto Wireless Nice HSDIM21


Rivelatore ad infrarossi con lente volumetrica via radio per antifurto wireless; segnala eventuali movimenti nell'area protetta, fino a 12 m per 120°.

Prezzo per Unità:
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Rivelatore di movimenti per Antifurto Wireless Nice HSDIM22


Rivelatore ad infrarossi con lente volumetrica a doppia tecnologia (infrarossi + microonde) via radio per antifurto wireless; segnala eventuali movimenti nell'area protetta, fino a 12 m per 90°.

Prezzo per Unità:
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Rivelatore di movimenti da esterno Wireless Nice HSDOM21


Rivelatore volumetrico a doppia tecnologia (infrarossi + microonde) via radio per antifurto wireless; segnala eventuali movimenti nell'area protetta, fino a 12 m per 90°.

Prezzo per Unità:
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Rilevatore di poveri voltanti sottili via radio, Dual Band, per antifurti.

Prezzo per Unità:
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Rivelatore di allagamenti per Antifurto Wireless Nice HSDIW01


Rilevatore di allagamenti via radio, per antifurti.

Prezzo per Unità:
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Prezzo per Unità:
€302.50

Modem di telegestione per Antifurto Wireless Nice HSMO


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Prezzo per Unità:
€519.29