sabato 13 ottobre 2012
I LIMITI DELLA POMPA DI CALORE
I LIMITI DELLA POMPA DI CALORE
Un punto che limita l’utilizzo delle pompe è che la temperatura
dell’acqua calda prodotta con le tecnologie attuali è abbastanza bassa e
che comunque, al salire della temperatura, scende sensibilmente la resa.
Quindi occorre utilizzare tecnologia distributiva a basse temperature
(soffi tti e pavimenti radianti, per esempio) e avere sistemi per lo
scambio dell’aria (unità di trattamento dell’aria e fan coil) con batterie
maggiorate. L’uso per l’acqua sanitaria è estremamente critico sia
per la bassa temperatura, sgradita all’utente, sia per questioni di tipo
igienico, per cui occorre adottare solitamente un sistema aggiuntivo che
consente la soppressione dei batteri della legionella portando di tanto in
tanto la temperatura dell’acqua a valori elevati (60÷70 °C).
Limitando le osservazioni al funzionamento a pompa di calore
delle macchine e trascurando per il momento il funzionamento per
la refrigerazione, scopriamo nel dettaglio quantitativo questi fattori,
che dipendono dalle caratteristiche del ciclo di Carnot. All’aumentare
della temperatura dell’acqua in uscita (cioè quella che si utilizza successivamente
per il riscaldamento degli ambienti), il COP della pompa di
calore diminuisce.
Per esempio: d’inverno, con aria esterna a -5 °C, con una pompa di
calore con potenza resa di 98 kW, di tipo aria/acqua, con temperatura
dell’aria esterna a -5 °C, il COP è pari a: 3,10 se l’acqua calda esce dalla
macchina a 38 °C e 2,69 se l’acqua calda esce dalla macchina a 45 °C.
Cioè: la resa è maggiore del 15% se l’acqua in uscita è meno calda di 7 °C.
Al diminuire della temperatura della sorgente fredda (cioè l’aria esterna,
nel caso di pompe aria/acqua, o l’acqua di pozzo o di torre, nel caso delle
pompe acqua/acqua), parimenti diminuisce il COP. Per esempio, con la
stessa pompa del caso precedente, ma con una temperatura esterna
di +7 °C, otteniamo i seguenti COP: 3,97 se l’acqua calda esce dalla
macchina a 38 °C e 3,37 se l’acqua calda esce dalla macchina a 45 °C.
Cioè: la resa è maggiore del 17% se l’aria esterna è più calda di 12 °C.
In conclusione: per aumentare il rendimento energetico del sistema
occorre usare l’acqua alla temperatura più bassa possibile e la sorgente
fredda alla temperatura più calda possibile. Nel caso delle pompe di
calore aria/acqua, la seconda condizione (che, di fatto, è la temperatura
dell’aria esterna) non è nella disponibilità del progettista. Nel caso delle
pompe di calore acqua/acqua, viceversa, la scelta della sorgente può
essere pilotata attraverso la tipologia di scambio (acqua di falda, sonda
geotermica, acquedotto ecc.).
COP in funzione
delle temperature
e del tipo di macchina
Ciclo di Carnot per pompa di calore. Sono illustrati gli elementi principali
della macchina, il verso di percorrenza, gli scambi termici e le temperature.
I colori sono concordi con l’immagine dal vero riportata sotto
Pompa di calore aria/acqua: in giallo i compressori;
in rosso i tubi dell’acqua calda diretti verso l’utenza,
in blu il calore dissipato nell’ambiente esterno
5.00 -
4.50 -
4.00 -
3.50 -
3.00 -
2.50 -
2.00- ı ı ı ı ı ı ı
30 35 40 45 50 55 60
4.7
4.00
3.40
2.70
3.10
4.2 ACQUA DI POZZO-ACQUA
TPOZZO = +15 °C
ARIA-ACQUA
TEST = +7 °C
ARIA-ACQUA
TEST = -5 °C
TEMPERATURA ACQUA (°C)
COP (WW)
3.7
2.9
ARIA (TEST = -5 °C) ARIA (TEST = 7 °C) ACQUA (TACQUA= 15 °C)
TEMPERATURA
TEMPERATURA
ALTA
TEMPERATURA
BASSA
ACQUA CALDA
AGLI AMBIENTI
DISSIPAZIONE VERSO L'ESTERNO